AP-Associazione Prefettizi informa

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a cura di Roberta Dal Prato*

In data 9 aprile, dopo qualche settimana dall’avvio presso il Dipartimento della Funzione Pubblica della trattativa per il rinnovo del contratto per la carriera prefettizia concernente il triennio 2016–2018, si è tenuto un incontro tra Amministrazione e OO.SS., per conoscere l’orientamento di queste ultime a fronte di una bozza di accordo loro sottoposta nei giorni precedenti.

In merito alle modifiche introdotte sugli assetti normativi, AP ha rappresentato come sarebbero stati necessari specifici approfondimenti e più ampi confronti per addivenire a un testo rispondente a esigenze rilevate in precedenza.

Ha, comunque, espresso il proprio apprezzamento relativamente alla previsione di specifiche disposizioni sui congedi per la formazione(art. 10), che ricalca la normativa vigente per i dirigenti contrattualizzati di Area 1, nonché sul trattamento economico applicabile nelle ipotesi di day hospital, day surgery, preospedalizzazioni, pre-ricoveri e per i successivi periodi di convalescenza post ricovero (art. 6).

Di contro, ha sollecitato alcuni chiarimenti riguardo a modifiche contenute nella bozza con particolare riguardo alle misure che l’Amministrazione è tenuta a porre in essere ai fini dell’accertamento delle condizioni di salute, dopo i primi 18 mesi di assenza, anche al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause di assoluta e permanente inidoneità psicofisica allo svolgimento delle funzioni proprie della carriera prefettizia,  secondo quanto previsto dal d.P.R. n. 171 del 2011, e, al superamento dei periodi di conservazione del posto, quelle determinanti la risoluzione del rapporto di lavoro.

Perplessità sono state anche poste riguardo alla rispondenza alle garanzie riconosciute a tutela del dirigente sindacale della soppressione della retribuzione di risultato, nella misura minima prevista per la qualifica di appartenenza, per i funzionari della carriera prefettizia che fruiscono del distacco per motivi sindacali; ne è stato sottolineato come trattandosi di una questione di non poco conto sarebbe stato necessario almeno un confronto preventivo al riguardo al fine di accertare  che essa non costituisca una lesione delle prerogative sindacali e che risulti in linea con la disposizione secondo cui l’attività del dirigente sindacale in posizione di distacco è sottoposta alla valutazione del Consiglio di Amministrazione, che ne attribuisce un giudizio regolarmente notificato.

A fronte del momento politico di particolare delicatezza e in considerazione delle aspettative che i colleghi hanno riposto su tale rinnovo dopo un periodo tanto esteso di vacanza contrattuale, nella mattina del successivo 12 aprile, nell’ambito di un incontro politico tenutosi presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, a Palazzo Vidoni-Sala Tarantelli, AP, pur ribadendo che l’esigenza di accelerare il passo non ha reso possibili tutti gli approfondimenti che sarebbero stati necessari, si è mostrata disponibile alla sottoscrizione, auspicando, peraltro, l’avvio a breve di una possibile coda contrattuale.

Si è quindi proceduto, alle ore 12.00, alla presenza delle delegazioni sindacali, del Ministro dell’Interno, del Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, alla sottoscrizione dell’Accordo sindacale in argomento.

Ha rappresentato questa un’occasione per manifestare preoccupazioni, evidenziare problematiche, avanzare proposte per un futuro, che, al momento appare contraddistinto da evidente incertezza.

In data 10 maggio, è stato convocato il Tavolo tecnico finalizzato alla definizione dei criteri applicabili alle promozioni alla qualifica di viceprefetto relativamente al triennio 2010-2022.

In tale contesto, si è ritenuto utile, a distanza di tempo dall’ultimo incontro, fare il punto della situazione riguardo a quanto trattato anteriormente e, in qualche modo, condiviso.

I componenti del Tavolo si sono soffermati sulla Categoria A) Posizione, con riguardo alla quale sono stati proposti, accanto a interventi di drafting, correzioni nei punteggi e nelle relative modalità applicative.

In particolare, seppure per alcuni aspetti siano state espresse dai presenti posizioni diverse che richiederanno ulteriori confronti, un orientamento comune è emerso nel ritenere unanimemente opportuno ed equo incrementare quei punteggi relativi a incarichi impegnativi, che richiedono spirito di dedizione e competenze specifiche, e di particolare responsabilità.

 

Il successivo 6 giugno, è stato dato avvio alle due procedure di concertazione relative alla assegnazione nelle sedi di destinazione dei neo viceprefetti aggiunti(nominati con decorrenza 11 aprile 2018) e dei neo-viceprefetti che hanno ultimato, rispettivamente, il IV corso di formazione iniziale e il XXXI corso di accesso alla qualifica superiore.

I criteri che l’Amministrazione ha inteso adottare, come specificato dal Vice Capo Dipartimento Vicario, Prefetto Claudio Sgaraglia, in risposta all’esigenza di assicurare un minimo di funzionalità in tutte le Sedi, tengono conto:

  • per l’assegnazione dei vpa, delle esigenze delle prefetture contraddistinte da assenza di viceprefetti aggiunti in servizio ovvero dalla presenza di un solo viceprefetto aggiunto e una presenza complessiva di dirigenti prefettizi inferiore al 50%, oppure delle sedi che presentano particolari esigenze in quanto capoluoghi di regione;
  • per l’assegnazione dei vp, delle esigenze delle sedi caratterizzate da una presenza di viceprefetti pari o inferiore al 50% dell’organico previsto nonché di quelle che pur disponendo attualmente di una percentuale superiore al 50% subiranno un decremento delle presenze in ragione di prossimi collocamenti a riposo o trasferimenti, ovvero di quante presentano particolari esigenze poiché capoluoghi di regione o in relazione all’espletamento di maggiori attività connesse alla Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale.

Al riguardo, AP ha posto in evidenza l’esito insoddisfacente prodotto da analoghe modalità di assegnazione adottate nel corso degli anni precedenti, rivelatesi meri provvedimenti-tampone, sostenendo come evidentemente il sistema vigente sia inidoneo a garantire soluzioni durature alla gravissima condizione di carenza di personale prefettizio.

Pertanto, AP, anche in questa occasione ha sottolineato l’esigenza, espressa fin dalla propria istituzione, di avviare un confronto volto a dare concretezza a un intervento organico di revisione della disciplina di istituti che interessano la carriera prefettizia tra loro strettamente collegati: mobilità, assegnazione iniziale e assegnazione successiva al conseguimento della qualifica superiore.

La definitiva individuazione delle sedi di assegnazione è stata dall’Amministrazione rinviata a un incontro successivo, fissato a distanza di pochi giorni, in relazione alla necessità di conoscere gli esiti di procedure di attribuzione di incarichi fiduciari in alcune delle Prefetture presenti nei primi elenchi proposti.

*Dirigente di Ap-Associazione Prefettizi