AP-Associazione Prefettizi informa

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a cura di Roberta Dal Prato*

Nel corso del mese di ottobre, con cadenza settimanale, ha avuto prosecuzione l’attività del Tavolo tecnico finalizzato alla definizione dei criteri applicabili alle promozioni alla qualifica di viceprefetto relativamente al triennio 2020-2022.

In tale contesto, i componenti hanno ritenuto utile confrontarsi sugli aspetti di volta in volta emersi al fine di addivenire a un prodotto il più possibile condiviso.

Gli stessi si sono resi disponibili a continuare tale attività per ulteriori  aprofondimenti, estesi anche al sistema di valutazione e alla relativa scheda annuale e, in relazione all’interesse manifestato dal Sottosegretario Dep. Carlo Sibilia a conoscere gli orientamenti delle singole sigle sindacali prefettizie in ordine ai criteri di progressione in carriera, per quanto di parte propria AP, in data 19 ottobre, ha predisposto la seguente scheda sintetica, ovviamente indicativa negli aspetti di dettaglio.

 “”In coerenza con la propria vision dell’Amministrazione, nonché nell’ottica di attualizzare e valorizzare la funzione di rappresentanza e competenza generale dell’Istituto prefettizio, AP, fin dalla sua costituzione, ha rilevato la necessità di meccanismi interni funzionali a esaltare le positività della carriera prefettizia nel suo complesso e dei singoli dirigenti, cui deve evidentemente poi corrispondere la concreta possibilità di realizzazione delle legittime aspettative e ambizioni personali.

Criteri per la nomina a prefetto

AP condivide il sistema vigente.

Nondimeno, nel ribadire la propria indisponibilità a criteri eccessivamente inclusivi che pregiudichino una “preselezione” realmente meritocratica da parte dell’Amministrazione, ritiene che i parametri di seguito indicati possano meglio rispondere alla esigenza di dare un giusto riconoscimento a quanti abbiano svolto incarichi di maggiore rilievo per un significativo periodo di tempo.

E dunque:

  • il numero dei nominandi dovrebbe (indicativamente) essere almeno pari al doppio e non superiore al triplo dei posti che si rendano vacanti nel corso dell’anno di riferimento;
  • la rosa dei nominandi dovrebbe essere composta da coloro che abbiano svolto o svolgano incarichi non inferiori alla fascia D) per una durata, in via indicativa, di un minimo di 4 anni per incarichi di fascia D)super e di 6 anni per la fascia D), in tale ultimo caso con almeno due diversi incarichi;
  • potranno essere considerati i viceprefetti cui, nelle annuali schede di valutazione dell’ultimo seennio sia stato attribuito il giudizio di “Eccellente”. Potranno, altresì, essere esaminati anche quanti, nel medesimo suddetto periodo, riportino un giudizio non inferiore a “Ottimo”, con esclusione tuttavia di coloro l’abbiano avuto assegnato per tre o due volte, rispettivamente, dallo stesso e da Prefetti diversi;
  • a parità, prevarranno gli incarichi di fascia D) o D)super dei quali almeno uno svolto sul territorio.

Scrutini e criteri per l’avanzamento in carriera

Una premessa.

Gli scrutini riguardano al momento (e ancor più nei prossimi anni) una platea estremamente più contenuta rispetto al passato: il numero attuale è di meno di 140 unità.

Ne discende che, anche alla luce di contingenti significativi di collocamenti a riposo, si potrebbe prefigurare un quasi totale assorbimento, dei viceprefetti aggiunti scrutinabili, nella qualifica superiore.

Ciò, in prospettiva, potrebbe rendere attuabile l’auspicata riduzione a due, oltre a quella di ingresso, delle qualifiche favorendo maggiore flessibilità nell’organizzazione e contribuendo alla possibilità che i Prefetti “scelgano” la propria squadra, potestà attualmente limitata, per ciò che riguarda le prefetture, ai soli incarichi di vicario e capo di gabinetto.

Il sistema di progressione in carriera deve essere ancorato più a parametri oggettivi e concreti anziché astratti e teorici, assegnando un rilievo importante alle situazioni di sofferenza vissute dai dirigenti prefettizi in servizio presso sedi particolarmente disagiate, valorizzandone l’impegno e il sacrificio.

In particolare, sarebbe opportuno una maggiore riconsiderazione delle reggenze, della adesione alle procedure di mobilità(relative non soltanto a viceprefetti vicari e capi di gabinetto) e alle missioni che realmente rispondano a esigenze dell’Amministrazione in relazione a sedi che si contraddistinguono per rilevanti carenze in organico o per altre specifiche criticità(in proposito si rinvia a quanto già rappresentato in altra occasione con riguardo alla mobilità).

Tale parametro andrebbe poi incrociato con quello afferente al posto di funzione ricoperto, ipotizzando una differenziazione nell’ambito dei diversi incarichi, che non rilevi come avviene attualmente solo a fini economici e che tenga piuttosto conto della natura intrinseca delle singole funzioni, del livello di responsabilità nelle stesse insito e dell’entità del rischio correlato.

“Operazione” che potrebbe essere adottata nell’ambito di un’auspicata globale rivisitazione dei posti di funzione.

Inoltre, una parametrazione più in sintonia con quanto emerge in fase di valutazione annuale dell’attività svolta, sistema che pure potrebbe essere migliorato strutturandolo su elementi più intellegibili e comparabili.

In considerazione del principio di irretroattività delle norme, comunque, qualsivoglia modifica dell’attuale sistema dovrà essere necessariamente definita con congruo anticipo rispetto al periodo di riferimento, per consentirne la conoscibilità a tutti i potenziali interessati, ponendoli nelle condizioni di poter conseguentemente programmare la propria vita professionale e personale.

Preme infine sottolineare come, per garantire uguali opportunità di avanzamento nella carriera, si renda ineludibile porre in essere misure idonee ad assicurare a tutti i dirigenti interessati, sia al centro che sul territorio, la più ampia, equa e trasparente possibilità di concorrere per l’attribuzione della totalità degli incarichi disponibili, al fine di realizzare le proprie aspettative.

Riguardo gli incarichi speciali ex art. 12/cc. 2 e 2-bis, del d.lgs n. 139/2000, AP ha da sempre ritenuta essenziale l’adozione di criteri e procedure di assegnazione atti a consentire la più ampia partecipazione.

Ha altresì ribadito, anche in occasione dell’ultimo tavolo tecnico, la necessità di superare quell’incongruenza secondo cui, a differenza degli incarichi di natura fiduciaria sul territorio(viceprefetti vicari e capi di gabinetto), che vengono messi a concorso a tutti i dirigenti purché in possesso della sola qualifica occorrente, gli incarichi di natura fiduciaria a livello centrale sono invece sottratti all’interpello generale.””

Infine.

Retribuzione attività del personale della carriera prefettizia in materia di censimento.

AP ha intanto avviato primi contatti per valutare la possibilità di intraprendere iniziative comuni.

*dirigente di AP-Associazione Prefettizi