AP-Associazione Prefettizi informa

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a cura di Roberta Dal Prato*

Il 14 febbraio si è svolto, presso il Dipartimento per le Politiche del personale dell‘Amministrazione civile e per le Risorse strumentali e finanziarie, un incontro sui criteri per le nomine a prefetto, presieduto dal Vice Capo Dipartimento Vicario, Prefetto Maria Grazia Nicolò, alla presenza del Direttore Centrale per le Risorse Umane, Prefetto Anna Maria Manzone.

L’Amministrazione, eccetto qualche limitata variazione, ha riproposto criteri per le nomine sostanzialmente analoghi a quelli degli anni precedenti.

AP ha confermato l’orientamento già più volte manifestato – da ultimo dal Presidente Corona in occasione della riunione tenutasi nel mese di ottobre in presenza del Sottosegretario Dep. Carlo Sibilia(v. AP-Associazione Prefettizi informa in il commento, anno XV, decima raccolta, 29 ottobre 2018, www.ilcommento.it) – secondo cui i criteri in esame non attribuiscono il giusto riconoscimento ai dirigenti che sono stati impegnati nello svolgimento di funzioni di maggiore rilievo per un significativo periodo di tempo, ai sacrifici posti in essere da coloro che hanno svolto esperienze diversificate anche in sedi geograficamente diverse o hanno aderito alle esigenze dell’Amministrazione assumendo incarichi in sedi con gravi carenze di personale.

Peraltro, di tale esigenza l’Amministrazione sembra aver iniziato, almeno in linea di principio, a tener conto nel punto 4) dell’attuale proposta laddove, in ordine alla valutazione delle funzioni, attribuisce rilevanza alla diversificazione delle stesse, ai casi in cui il relativo esercizio avviene in più sedi, senza aver beneficiato di assegnazioni o trasferimenti ai sensi della L. n.104/1992 e della L. n. 266/1999.

I criteri proposti non appaiono comunque rispondenti all’obiettivo di circoscrivere i nominandi in una rosa più stretta e qualitativamente elevata, come auspicato già nel 2010 dalla poi soppressa Commissione consultiva al fine di avviare un percorso volto ad “(…) introdurre gradualmente criteri più rigorosi per l’individuazione dei funzionari idonei alla nomina a prefetto (…)”.

Si può ritenere che anche il requisito contenuto nel punto 2) della proposta, secondo cui occorre il possesso non più da soli 5 ma da 8 anni della qualifica di viceprefetto, non incida in modo significativo nel senso delineato.

In tale ottica, il rappresentante di AP ha quindi richiamato i parametri suggeriti in modo indicativo dal Presidente Corona in seno alla sopramenzionata riunione presieduta dal Sottosegretario:

  • il numero dei nominandi dovrebbe essere pari almeno al doppio e non superiore al triplo dei posti che si rendano vacanti nel corso dell’anno di riferimento;
  • la rosa dei nominandi dovrebbe essere composta da coloro che abbiano svolto o svolgano incarichi non inferiori alla fascia D) per una durata di un minimo di 4 anni per incarichi di fascia D)super e di 6 anni per la fascia D), in tale ultimo caso con almeno due diversi incarichi;
  • a parità, dovrebbero avere prevalenza gli incarichi di fascia D) o D)super, dei quali almeno uno svolto sul territorio.

Infine, ha evidenziato come AP non condivida quanto riconfermato in ordine al punto 3)  concernente la valutazione annuale, ritenendo che accanto ai viceprefetti cui, nelle schede di valutazione relative agli ultimi otto anni venga attribuito il giudizio di Eccellente, possano, altresì, essere esaminati anche quanti riportino un giudizio non inferiore a Ottimo, con esclusione tuttavia di coloro che l’abbiano avuto assegnato per tre o due volte, rispettivamente, dallo stesso e da Prefetti diversi.

Il 22 febbraio è seguito l’incontro conclusivo sull’argomento, in seno al quale il Prefetto Nicolò ha precisato, con riferimento specifico al punto 4) della proposta concernente la “Valutazione delle funzioni svolte”, che ai fini della valutazione si terrà conto dello svolgimento negli ultimi due anni degli incarichi espletati anche a titolo di reggenza, che siano ricompresi tra quelli di fascia non inferiore a D) e dello svolgimento, nel periodo precedente, per almeno due anni, anche a titolo di reggenza, di incarichi che siano ricompresi tra quelli di fascia non inferiore a E)-super. A integrazione di tali criteri ha, altresì, fatto presente che sarà equiparato allo svolgimento, nel periodo precedente, per almeno due anni, anche a titolo di reggenza, di incarichi ricompresi tra quelli di fascia non inferiore a E)-super, lo svolgimento di incarichi, espletati per almeno tre anni, a titolo di reggenza orizzontale, di durata non inferiore a un anno ciascuno.

Ritenendo che i criteri proposti siano eccessivamente inclusivi e tali da non consentire una “pre-selezione” realmente meritocratica da parte dell’Amministrazione, AP ha espresso avviso contrario alla concertazione.

Il 20 marzo u.s. si è svolto, presso il medesimo, suddetto Dipartimento, un tavolo sindacale presieduto dal Vice Capo Dipartimento Vicario, Prefetto Maria Grazia Nicolò, alla presenza del Direttore Centrale per le Risorse Umane, Prefetto Anna Maria Manzone e di dirigenti in servizio presso il Dipartimento, competenti nelle diverse tematiche oggetto dell’incontro

In esso si sono, infatti, succeduti una pluralità di argomenti concernenti i criteri generali individuati dall’Amministrazione per l’assegnazione dei viceprefetti che hanno frequentato il XXXII corso di formazione, i criteri di promozione alla qualifica di viceprefetto per il triennio 2020/2022 e le schede di valutazione dei viceprefetti aggiunti da utilizzare ai fini della valutazione ai sensi dell’art.16 del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139.

Riguardo alla convocazione in argomento, AP ha richiesto formalmente di prevedere incontri distinti in cui trattare ognuno degli argomenti sopraindicati, in considerazione della complessità e della rilevanza degli stessi e al fine di consentirne un’analisi accurata e specifica, dando priorità alla trattazione delle modifiche dei criteri di promozione e delle schede di valutazione, argomenti da sottoporre al Consiglio di amministrazione per gli affari concernenti il personale dell’amministrazione civile dell’interno. La richiesta, che l’Amministrazione ha ritenuto di non poter accogliere per motivi di urgenza nella definizione di tutti i temi sottoposti, avrebbe consentito una più approfondita valutazione dei criteri individuati per l’assegnazione dei viceprefetti promossi con decorrenza 1° gennaio 2018, che risultano palesemente contraddistinti da una serie di criticità.

L’Amministrazione ha infatti previsto, in primo luogo, di assegnare i neo-viceprefetti presso il Ministero o presso le Prefetture di provenienza di ciascuno di essi qualora sussista una disponibilità di posti nella qualifica di nuova acquisizione, al fine di garantire una stabile permanenza degli stessi e assicurare, al contempo, continuità dell’azione amministrativa.

Viceversa, i restanti 11 neo-viceprefetti, che non trovino posto nelle Sedi in cui erano titolari di posti da vpa anteriormente alla promozione, sono tenuti a operare la propria scelta in un secondo elenco di Prefetture che registrano una percentuale di presenze pari o inferiore al 40% rispetto agli organici previsti.

In tal modo l’Amministrazione andrebbe incontro a situazioni di difficoltà evidenziate da tali ultime Sedi, che, come sottolineato dal Prefetto Nicolò, si renderebbero ancor più critiche in vista delle prossime elezioni europee.

Una analisi specifica è stata dedicata alla verifica di posti disponibili presso alcune Prefetture(Napoli e Reggio Calabria) che non sono state inserite tra quelle cui destinare i neo viceprefetti, ove invece risulterebbero vacanti alcuni posti per tale qualifica.

In merito, il rappresentante di AP ha sottolineato come l’Amministrazione, richiamando, da un lato, principi di maggiore stabilità e di continuità dell’azione amministrativa e, dall’altro, l’interesse a soddisfare le esigenze delle Sedi contraddistinte da maggiori carenze di personale, propone criteri inidonei ad assicurare una sostanziale parità di trattamento tra gli assegnandi, con evidente svantaggio di quanti non trovano posto nelle sedi di provenienza.

Inoltre, in tal modo, non vengono assolutamente prese in considerazione, diversamente dal passato, le legittime aspirazioni nella scelta della sede di quanti si siano collocati all’apice della graduatoria di fine corso.

L’Amministrazione, per favorire i colleghi che, non trovando utile collocazione, non considerano “gradita” nessuna delle Prefetture contenute nel secondo elenco, si sarebbe resa disponibile a proporre singolarmente altre possibili soluzioni, individuando assegnazioni in Sedi più prossime a quelle di provenienza dove siano presenti posti vacanti.

Per quanto riguarda il secondo argomento, relativo alla proposta di modifica dei criteri di promozione alla qualifica di viceprefetto per il triennio 2020/2022, AP ha preliminarmente riconosciuto l’impegno profuso nell’elaborazione del documento che, peraltro, rappresenta il prodotto di un Tavolo tecnico ad hoc istituito.

In proposito, pur prendendo atto con soddisfazione che le modifiche introdotte danno maggiore considerazione alle reggenze e alle missioni svolte nell’interesse dell’Amministrazione verso Sedi con una significativa carenza di personale(con la previsione di un punteggio poco più elevato rispetto al precedente triennio), non ha concertato sottolineando che tali criteri non attribuiscono ancora sufficiente rilievo all’impegno e alla dedizione  dei colleghi che prestano servizio, con sacrificio personale, presso Sedi particolarmente disagiate.

Ha, altresì, evidenziato come questo parametro dovrebbe essere collegato a quello afferente al posto di funzione ricoperto attraverso l’introduzione di una differenziazione tra posti di funzione che non rilevi solo a fini economici ma che tenga invece conto della natura intrinseca degli incarichi e del relativo livello di responsabilità.

Infine, per quanto attiene la proposta di modifica delle schede di valutazione dei viceprefetti aggiunti da utilizzare ai fini della valutazione, AP ha evidenziato come questo argomento, proprio per la delicatezza, richiederebbe ulteriori approfondimenti, anche con l’obiettivo di individuare elementi di valutazione più intellegibili e comparabili.

A tal fine AP ha proposto l’istituzione di un Tavolo tecnico sull’argomento, convocato lo scorso 26 marzo, in seno al quale è stato avviato un primo scambio di riflessioni fra rappresentanti delle OO.SS. e dirigenti, del Dipartimento in parola, competenti in materia di valutazione.

*dirigente di AP-Associazione Prefettizi