Il Commento | da un'idea di Antonio Corona

Integrazione: incontro/confronto asimmetrico?

di Antonio Corona

Siria, due anni di conflitto

Guerra asimmetrica: conflitto ad  armi impari, non dichiarato, nel quale una delle parti è costretta a difendersi da un nemico non identificabile, trovandosi in situazione di palese svantaggio.

“Esiste una fondamentale differenza, ho detto, fra il terrorismo palestinese e quello di Al Qaeda. Gli uomini di Osama Bin Laden appartengono a una società segreta, combattono per un vago e fumoso progetto ideologico. Mentre i martiri di Al Aqsa e gli attentatori suicidi di Hamas appartengono a un popolo e ne rappresentano le aspirazioni. Quella che si combatte in Palestina, ho aggiunto, è in realtà una guerra asimmetrica in cui il debole colpisce il forte là dove è più vulnerabile e le armi utilizzate dal primo sono la inevitabile conseguenza della superiorità bellica del secondo.

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E no: je ne suis pas Charlie!

di Maurizio Guaitoli

amatrice_vignettaNon c'è bisogno che vi ricordi (in quanto divenuta virale sui social) la disgustosa vignetta di Charlie Hebdo sui morti del terremoto di Amatrice, raffigurati impaccati come sardine nel cemento e nelle macerie.

No, Je ne suis plus Charlie!: e non lo sono mai stato.

Perché ho conosciuto molto bene, da vicino, per parecchi mesi di mia permanenza a Parigi, nella prima metà degli anni ‘80, ciò che stavano combinando i loro architetti, così simili per follia, demagogia e impreparazione ai nostri, ideatori e autori degli ecomostri di Corviale a Roma e delle Vele a Napoli.

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… ancora qualche parola su donne e femminicidio

di Grazia Rutoli

femminicidio1Le  considerazioni sul femminicidio apparse nell’ultima raccolta de il commento richiedono, a mio avviso, alcune precisazioni. Effettivamente non è una bella parola “femminicidio”, non suona bene, forse perché rimanda al latino femina, l’animale di sesso femminile.

È un termine crudo, sgradevole, mette disagio anche solo a pronunciarlo.

E poi, perché individuare una parola nuova per indicare qualcosa che accade da sempre?

In primo luogo, questa parola ci costringe a guardare in faccia e approfondire ciò che forse non vorremmo, il nostro io più intimo, le nostre convinzioni più radicate, le nostre famiglie spesso solo apparentemente progressiste, per cercare di capire le origini e le cause del femminicidio e, più in generale, della violenza sulle donne.

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