Il Commento | da un'idea di Antonio Corona

Il commento XV raccolta 2021 – 22 novembre 2021

 

25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il 25 novembre 1960, nella Repubblica Dominicana, furono uccise tre attiviste politiche, le sorelle Mirabal(Patria, Minerva e Maria Teresa) per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo. Quel giorno le sorelle Mirabal, mentre si recavano a fare visita ai mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze, furono stuprate, torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.
Nel 1981, nel primo incontro femminista latino-americano e caraibico svoltosi a Bogotà, in Colombia, venne deciso di celebrare il 25 novembre come la Giornata internazionale della violenza contro le donne, in memoria, appunto, delle sorelle Mirabal.

 

In tema di violenza contro le donne: La canzone di Marinella, di Fabrizio De André

 

In un’intervista rilasciata a Vincenzo Mollica, Fabrizio De André racconta che la canzone “(…) È nata da una specie di romanzo familiare applicato ad una ragazza che a 16 anni si era ritrovata a fare la prostituta ed era stata scaraventata nel Tanaro o nella Bormida da un delinquente. Un fatto di cronaca nera che avevo letto a quindici anni su un giornale di provincia. La storia di quella ragazza mi aveva talmente emozionato che ho cercato di reinventarle una vita e di addolcirle la morte. (…)”.
L’episodio cui fa riferimento il cantautore sarebbe quello apparso sulla Gazzetta del Popolo il 29 gennaio 1953, relativo a una certa Maria, uccisa e gettata nel fiume Olona, tra Rho e Milano. Il corpo crivellato di colpi d’arma da fuoco era di una ballerina/prostituta, Maria Boccuzzi. Nata – nell’allora Radicena, divenuta in seguito parte dell’attuale comune di Taurianova – in una povera famiglia di braccianti agricoli trasferitasi successivamente a Milano, Maria, dopo una serie di vicissitudini, decise di intraprendere la strada di ballerina di avanspettacolo di varietà col nome d’arte di Mary Pirimpò. Conobbe Luigi Citti detto Jimmy, noto frequentatore di locali notturni meneghini e di cui divenne l’amante, che la “cedette” dopo breve tempo a Carlo Soresi, conosciuto come “Carlone” e di professione protettore, che l’avviò alla prostituzione. Da quel momento, la vita di Maria divenne un susseguirsi di umiliazioni, minacce e percosse. La notte del 28 gennaio 1953, Maria Boccuzzi fu uccisa a revolverate e spinta nell’Olona forse ancora agonizzante. Vennero indagati per l’omicidio i già citati Soresi e Citti, ma non ci furono sufficienti prove a loro carico per una incriminazione.
Suggestiva la cover realizzata da Renato Zero.

 

  • Politiche del personale, di Antonio Corona, Presidente di AP-Associazione Prefettizi
  • Filo espinado. L’Europa poco amata, di Maurizio Guaitoli

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Politiche del personale

di Antonio Corona*

3 novembre 2021.

Viceprefetti: mobilità ordinaria.

Individuazione sedi(in ragione delle percentuali di scopertura di personale della carriera prefettizia).

Concertazione.

Incontro.

Di seguito, le considerazioni svolte nell’occasione dallo scrivente nella qualità di Presidente di AP(stralcio del relativo verbale).

““(…) Il prefetto Corona, Presidente di AP, chiede come la Amministrazione possa ritenersi in condizione di “fare” politica del personale, attesa la perdurante vigenza dello sciagurato decreto che di fatto subordina del tutto la “mobilità” all’interesse del singolo, quindi alla sua esclusiva volontarietà, a parteciparvi o meno.

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Filo espinado L’Europa poco amata

di Maurizio Guaitoli

Siamo uomini o caporali?

Purtroppo, storicamente, è bastato un solo caporale per causare una tragedia epocale.

Ma, oggi, com’è combinata l’Europa? E come sta con lei l’intero Occidente?

Pieni di guai entrambi, si direbbe. Certo, per nostri imperdonabili errori storici, come essersi persi la Russia nel post Guerra Fredda, mentre potevamo farne un preziosissimo alleato in quel lontano, drammatico 1992. Oggi, in compenso, abbiamo nemici dappertutto. In Medio Oriente, come nel lontano e nel vicino Oriente. Non solo. Sempre per colpa nostra, ci ritroviamo una Seconda Guerra Fredda alle porte, che potrebbe benissimo virare ad aperta e plateale confrontation(vedi la fattispecie storica della Trappola di Tucidide) con la Cina di Xi Jinping, furbo il doppio di Mao e con lo stesso potere assoluto nelle mani. Oggi, la sfida ideologica è tra Democrazie Autocrazie(Cina, Russia, Turchia, Paesi arabi del Golfo, Iran, Bielorussia, etc.), in cui queste ultime entrano ed escono a loro piacimento dai vincoli di Trattati e Convenzioni internazionali, come nella fattispecie quella di Ginevra sui rifugiati. Del resto, le democrazie occidentali sono prigioniere di se stesse, in quanto anime belle che non possono permettersi il lusso di retaliation per fare pari e patta con quelli che, ormai, sono dichiaratamente i nostri nemici planetari, decisi a non arretrare dinnanzi a nulla pur di “vincere”. Un verbo, quest’ultimo, che abbiamo ormai del tutto dimenticato a coniugare. Da tigri coloniali che eravamo, siamo divenuti l’ultima ruota del carro delle grandi potenze, tanto che attori poco compiacenti, come libici, bielorussi e fondamentalisti islamici, possono metterci in ginocchio approfittando semplicemente delle nostre debolezze.

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