Il Commento | da un'idea di Antonio Corona

Il commento VII raccolta 2018 – 3 settembre 2018

 

  • Riflessioni sulla vicenda del pattugliatore Diciotti,di Antonio Corona, Presidente di AP-Associazione Prefettizi
  • Prefetto Patrizia Impresa, a proposito dell’accoglienza migranti, a cura di Roberta Dal Prato
  • Saviano e la dezinformatzija, di Maurizio Guaitoli
  • AP-Associazione Prefettizi informa, a cura di Roberta Dal Prato

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Riflessioni sulla vicenda del pattugliatore Diciotti

di Antonio Corona*

“(…) Piantedosi nel frattempo ha fatto sapere di sentirsi a posto con la coscienza, convinto di non avere commesso reati. È con lui Antonio Corona, presidente dell’Associazione prefetti, che dice di nutrire «massimo rispetto per l’operato della magistratura» ma allo stesso tempo «fiducia che, nel prosieguo della vicenda giudiziaria, sia acclarata la assoluta insussistenza di tali ipotesi di reato». (…) La tecnostruttura del Viminale, insomma, sembra avere deciso da che parte stare: ben venga l’azione della magistratura, ma esiste una sfera di governo, nell’esercizio e nella difesa della sovranità, che va rispettata. (…)”(Grignetti, F., Salvini, dubbi sul reato di arresto illegale-“Dal Ministro non ci fu un ordine preciso”, La Stampa, 28 agosto 2018, pag. 4).

Amen?

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Prefetto Patrizia Impresa, a proposito dell’accoglienza migranti

a cura di Roberta Dal Prato*

Di seguito, il comunicato-stampa di AP-Associazione Prefettizi, che ha avuto confortante risalto su agenzie di stampa e media locali e nazionali, riguardo “alcune frasi”, a proposito dell’accoglienza migranti, pronunciate dal Prefetto Patrizia Impresa, all’epoca del servizio prestato nella sede di Padova.

*Dirigente di AP-Associazione Prefettizi

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Saviano e la dezinformatzija

di Maurizio Guaitoli

Saviano della famiglia dei Savi di Sion?

Sì, è un po’ così: verosimile ma falso, nonché altamente disinformante.

In fondo, avendo noi i cassetti vuoti, a corto di denaro e di etica come siamo, abbondiamo in compenso di moralisti. Accaniti seguaci di Popper, questi ultimi, che ricorrono alla teoria della falsificazione applicandola a tutti i luoghi della conoscenza altrui, tranne che ai propri, presidiati dagli arcigni guardiani della sinistra “buonista”.

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