Il Commento | da un'idea di Antonio Corona

Il commento VI raccolta 2019 – 20 maggio 2019

 

  • “Zone rosse”, di Antonio Corona, Presidente di AP-Associazione Prefettizi
  • Il Regno dell’Uroboro. Come nell’era digitale essere schiavi credendosi completamente liberi, di Maurizio Guaitoli
  • Ristoranti e Stato Civile: scene da un matrimonio, di Marco Baldino
  • AP-Associazione Prefettizi, a cura di Roberta Dal Prato

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“Zone rosse”

di Antonio Corona*

Il tempo di morire.

“È la storia di un ragazzo di paese piuttosto ignorante che possiede un ‘tesoro’: la sua motocicletta. Ha capito che non ha la possibilità di legarsi sentimentalmente alla ragazza che ama e, come estrema volontà di raggiungere un rapporto a lui proibito, offre in cambio il bene più prezioso che ha. Questa canzone fu considerata da molti maschilista senza capire che il testo non riflette il mio pensiero ma quello di un povero ragazzo di paese, senza alcuna cultura, non in grado di valutare l’eresia di un’offerta simile. È un po’ come dire che Shakespeare sia stato un assassino perché ha scritto l’Amleto.”.

Così Giulio Rapetti, in arte Mogol, a corredo di una riedizione dell’opera omnia della collaborazione con Lucio Battisti.

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Il Regno dell’Uroboro Come nell’era digitale essere schiavi credendosi completamente liberi

di Maurizio Guaitoli

L’Era dell’Uroboro?

La nostra, a quanto pare. Quella, cioè, del tempo ciclico infinito in cui si fondono passato e presente. Non più il tempo lineare, quindi, relitto di un’antropologia ormai scomparsa in cui l’Uomo affidava agli Dei pagani futuro e destino.

Del resto, il simbolo dell’Uroboro, il serpente che si mangia la coda, non era già raffigurato nella tomba di Tutankhamon?

Il costituzionalista Michele Ainis dedica il suo breve saggio Il Regno dell’Uroboro, Ed. La Nave di Teseo, alla condizione solitaria e narcisista dell’uomo moderno inviluppato nell’inestricabile tela di ragno dei suoi gigabyte che ne imprigionano la mente all’interno delle nuove tecnologie digitali, smartphone, tablet e personal computer in particolare. Molti milioni di persone in Italia passano la maggior parte del loro tempo in totale solitudine davanti a uno schermo interattivo, credendo che il divertimento e le App siano gratis mentre invece i vampiri giganti delle Major mediatiche americane(Google, Facebook, Instagram, WhatsApp, Tweeter, etc.) si nutrono dei dati che noi produciamo per profilare gusti, stili di vita, propensione al consumo e scelte elettorali che sono altrettante miniere d’oro sul mercato del merchandising, delle pubblicità commerciali e della politica.

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Ristoranti e Stato Civile: scene da un matrimonio

di Marco Baldino

In principio, era solo l’articolo 106 del Codice Civile.

Ma, quella, era una Italia diversa.

Chi ricorreva al matrimonio civile lo faceva per una ideologia che poco badava alla forma, essendo intrisa di sostanzialità rivoluzionaria.

Oppure si trovava in una situazione nella quale, ad esempio, la non accorta consumazione anticipata aveva prodotto i suoi visibili frutti.

In entrambi i casi, l’altare andava evitato.

Poi l’Italia cambiò.

Si fece più laica.

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AP-Associazione Prefettizi informa

a cura di Roberta Dal Prato*

Il 7 maggio u.s., presso il Dipartimento per le Politiche del personale dell’Amministrazione civile e per le Risorse strumentali e finanziarie, si è tenuto un incontro in occasione del quale i Prefetti Alessandra Guidi e Stefano Gambacurta, rispettivamente Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza per l’Attività di coordinamento e pianificazione e Direttore dell’Ufficio per l’Amministrazione generale, hanno illustrato il nuovo atto ordinativo unico del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Al riguardo, sono stati rappresentati obiettivi e filosofia del processo di riorganizzazione, le modifiche delle Direzioni Centrali e l’assetto che ne risulterà.

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