Paola Gentile | Il Commento

Paola Gentile

Europa senza identità. Esiste una identità comune europea?

di Maurizio Guaitoli

Cittadini d’Europa?

Senza una definizione esaustiva e condivisa di “identità” comune all’interno dell’attuale Unione Europea(Ue, dai confini fluidi e indefiniti grazie alle sue pratiche poco ragionate di “allargamento” dogmatico all’Est come all’Ovest), come si fa in teoria a battersi e sacrificare la propria vita per difenderne i valori sacri e irrinunciabili?

Perché una cosa è certa: il termine “patriota” implica l’esistenza di una Nazione comune, di cui si condivide la storia, le tradizioni e l’idea di libertà così come le hanno storicamente forgiate le generazioni che sono vissute sul suo suolo. E qui insorge il primo fattore di anonimia per l’assenza di un Territorio e di una Lingua comune, espulsi dai sacri testi dei Trattati europei.

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Lo spettro dello spread

di Paola Gentile

Il governo dell’immigrazione appare sempre più agitato: ormai non passa giorno senza che gli organi di informazione riportino un’intervista con la quale il Ministro Salvini rilascia dichiarazioni sul tema, scagliandosi contro questo o quell’altro preannunciando il blocco dei porti e, da ultimo, quello degli aeroporti, a evitare che altri migranti, stavolta provenienti dalla Germania, facciano ingresso nel nostro Paese.

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Lasciamoli lavorare

di Paola Gentile

Non mi dilungherò sulle vicissitudini a tutti note che hanno caratterizzato il problematico insediamento del nuovo Governo e sul da taluni discusso comportamento del Capo dello Stato in quella situazione.

Proverò piuttosto a esprimere la mia opinione su quelle che sono state le dichiarazioni programmatiche del nostro appena approdato al Viminale nuovo Ministro, l’On. Salvini.

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Europa, la grande assente

di Paola Gentile

Forse non ce ne siamo accorti, ma siamo già (o quasi) alle soglie della terza guerra mondiale.

Una guerra combattuta con o senza i mezzi tradizionali, che stravolge non solo il medio-oriente, ma anche l’Europa, vittima, ancora una volta, di violenza nei confronti dei propri civili, persone inermi che, come fu nel passato anche se con diverse modalità, non sono più completamente libere di spostarsi e di svolgere la propria attività quotidiana senza il timore che da un momento all’altro possa accadergli qualcosa.

Se ci pensiamo, alla faccia degli accordi di Schengen, che hanno segnato uno dei momenti più alti del processo di integrazione europea, oggi i nostri concittadini hanno timori fino a poco tempo fa impensabili, quali quello di prendere un aereo, di salire su un treno, di visitare un sito che accoglie beni culturali in assoluta tranquillità.

Perché mai tutto questo?

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Due parole sulla immigrazione

di Paola Gentile

accoglienza_migrantiDa un anno e mezzo mi occupo della accoglienza dei migranti presso la prefettura di Treviso e da meno di un mese faccio parte, in qualità di Presidente di turno, della neonata Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, di recente istituita in quella città.

Vorrei raccontare la mia personale esperienza, perché grande è stata la mia delusione nel trovarmi faccia a faccia con i richiedenti asilo che raccontavano le loro storie: né guerre, né persecuzioni, ma soltanto beghe familiari, molto simili tra loro, che finivano quasi sempre in un carcere libico e poi in un barcone che li ha portati in Italia.

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Due parole sull’immigrazione

di Paola Gentile

immigrazioneDa un anno e mezzo, presso la Prefettura di Treviso mi occupo della accoglienza dei migranti e da meno di un mese faccio parte, in qualità di Presidente di turno, della neonata Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione internazionale, di recente istituita in quella città.

Vorrei raccontarvi la mia esperienza, perché grande è stata la mia delusione nel trovarmi faccia a faccia con i richiedenti asilo che chiedevano la “protezione” e che raccontavano le loro storie: né guerre, né persecuzioni, ma soltanto beghe familiari, molto simili tra loro, che finivano quasi sempre in un carcere libico e poi in un barcone che li ha portati in Italia.

Persone senza una chiara visione del proprio futuro, senza progetti di vita, poco integrati in quanto, sebbene siano sul territorio nazionale da più di un anno, non conoscono la lingua italiana, principale veicolo per adattarsi a nuova vita che dovrebbero costruirsi una volta giunti in Europa.

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