Antonio Corona | Il Commento

Antonio Corona

Libia e flussi migratori

di Antonio Corona

Azione diplomatica, sistemi/apparati economici e militari.

Ovvero, benché non unici, assi portanti della politica estera di un qualsiasi Paese di una qualche rilevanza.

Paradigmatico, in proposito, l’incedere delle Grandi Potenze nel perseguimento dei propri interessi.

Ove a rivelarsi infruttuose vie negoziali, blandizie, pressioni economiche, ecco, sulla linea dell’orizzonte, profilarsi d’incanto minacciosi flotte ed eserciti.

E viceversa.

Con le tre leve, se occorra, manovrate anche contemporaneamente.

Non andava diversamente nell’antichità.

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In tema di nazionalismi

di Antonio Corona

Una identità è sempre una uguaglianza.

Viceversa, una uguaglianza non sempre è una identità.

Così in matematica.

Come in matematica, ogni termine ha un significato. Preciso.

Un uso non confacente può perciò finire con l’inficiare una qualsiasi costruzione dialettica, logica.

Nondimeno, non è raro constatare l’impiego inappropriato di vocaboli, espressioni, concetti.

Talvolta, per meri sciatteria, superficialità, limiti personali.

Talaltra, a supporto di assunti altrimenti manchevoli di valide argomentazioni.

In tal caso, come nel calcio, quando l’avversario avanza e si fa sotto… “occhio al pallone, non alle gambe!”.

Vecchio Continente.

Prossime consultazioni elettorali per il rinnovo del Parlamento europeo.

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Sindrome di Tafazzi

Decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105, recante “Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose”.

Non ultimo per evitare l’avvio di una procedura di infrazione europea nei confronti del nostro Paese, le prefetture, che non vi avessero intanto già provveduto, furono sollecitate lo scorso anno relativamente a esercitazioni e revisioni triennali dei piani di emergenza esterna ex art. 21/c.1, d.lgs n. 105/2015.

La normativa prescrive infatti che “Il piano (…) è riesaminato, sperimentato e, se necessario, aggiornato (…) ad intervalli appropriati e, comunque, non superiori a tre anni. (…)”(art. 21/c.6, d.lgs n. 105/2015).

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Vicenda “sei scatti”

Lettera aperta al Signor Capo di Gabinetto del Ministro,
al Signor Capo del Dipartimento per le Politiche del Personale
dell’Amministrazione civile e per le Risorse strumentali e finanziarie,
alle Organizzazioni sindacali del personale della carriera prefettizia,
ai Colleghi tutti della carriera prefettizia

di Antonio Corona*

Nemmeno così tanto remoto.

Oltre a importanti riflessi in termini concreti, il rischio è infatti che la vicenda finisca altresì con arrecare grave danno a dignità, considerazione, credibilità, immagine.

Dell’Amministrazione stessa, prima e per prima.

Delle Organizzazioni sindacali prefettizie, poi.

Dei Colleghi, tutti.

Dell’Amministrazione, per la strabiliante performance da protagonista indiscussa e assoluta in una faccenda che ha semplicemente dell’increscioso, dello sconcertante, dell’incredibile.

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27 gennaio, Giorno della Memoria(a Forlì)

di Antonio Corona*

Certamente impegnativo, persino rischioso, sperimentare e cercare di trovare, anno dopo anno, sempre nuove, coinvolgenti modalità di celebrazione o commemorazione di eventi di particolari importanza e significato.

Nessuno ha la ricetta in tasca, nessuno può ragionevolmente nutrire la presunzione di insegnare qualcosa agli altri.

Con le proprie capacità e peculiarità, con i propri gusto, background culturale e di vita, con la consapevolezza dei propri limiti, si può tuttavia almeno provare a rifuggire le lusinghe di (per quanto) rassicuranti, sperimentate liturgie.

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Tantiaugurinonsolo

di Antonio Corona

Ci sarebbe tanto altro su cui intrattenersi.

Ma, tra scatole e scatoloni, non è che risulti poi così agevole.

Già, mi sto trasferendo nella sede di nuova destinazione.

Come, a ragione, sostengono in tanti, un trasloco non si augura a nessuno.

Sono arcifelice di avvicinarmi finalmente, dopo tanto tempo, alla città dove vivono mia moglie e mio figlio, appena quindicenne.

Sì, perché abbiamo convissuto nemmeno per gli anni che corrispondono alle dita di una mano, il resto lo abbiamo dovuto trascorrere sotto cieli e tetti diversi.

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