Maurizio Guaitoli | Il Commento

Maurizio Guaitoli

Biden l’Ecumenista Consociativismo… all’italiana

di Maurizio Guaitoli

Il Pendolo d’America ha scelto Joe Biden.

E lo ha fatto con uno scostamento minimo dalla sua posizione di equilibrio. Ma, il 3 Novembre, Il Popolo ha parlato, come è giusto che sia. Quindi: Amen. Di tizzoni accesi, per Donald Trump, ne resteranno sempre più scarsi per ravvivare le sue speranze di rielezione che, inesorabilmente, avranno termine il 14 dicembre, quando si riunirà il Collegio elettorale. Ma non sarà così, anzi all’opposto, per quanto riguarda la sua legacy(eredità) destinata a nutrire anche per il futuro lo spirito di quei 71milioni di cittadini americani che hanno votato l’incumbent(Presidente uscente). Di lui, del suo carisma fin troppo guascone, restano da capire molte cose.

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Coltelli e pandemia. Il virus dell’Isis

Di Maurizio Guaitoli

Terrorismo… pandemico?

Questo è, perlomeno, quello che ci vorrebbe far credere, come sua massima aspirazione, il successore di Al-Baghdadi, dopo l’attacco a Vienna di un lupo solitario, del cui scenario rimangono ancora oscuri i contorni, le complicità e le basi logistiche dei terroristi. Nondimeno, un’analisi va condotta, astraendosi dal contesto del singolo attacco.

Chi sono i terroristi? Foreign fighters di ritorno che hanno militato sotto le bandiere dell’Isis e di Al-Qaeda al tempo dello Stato Islamico e del califfato di Al-Bagdadi? O teste calde, atomizzate e camaleontiche, una sorta di silent agent dell’islamismo radicale globale, fanatici neo-convertiti residenti in Europa, o importati dal Maghreb, dall’Iraq, dalla Siria e dalla Libia, attraverso gli sbarchi illegali che hanno raggiunto in questi anni le coste mediterranee e italiane, in particolare?

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CovidMania. Panico endemico

di Maurizio Guaitoli

Potere del Virus e virus del Potere.

Come stanno gli Italiani?

Meglio, molto meglio dei loro vicini di casa latini, francesi e spagnoli in particolare. Certo, se avessimo dato meno giri di manovella agostani alla giostra del divertimento, lasciando congestionare di folla discoteche, spiagge e locali pubblici, forse sarebbe andata alla grande. In particolare, in tutti questi mesi di decantazione, a partire dall’apice della prima grande gobba dell’infezione fino alla sua discesa verso lo zero, è del tutto mancata gravemente una strategia a medio termine per la ricostruzione della sanità territoriale e di prossimità, dotandola di risorse più che sufficienti, magari attingendo tempestivamente al Fondo Salvastati, o Mes, per fare essenzialmente due cose.

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Trump 4×4

di Maurizio Guaitoli

Mai dire… Quattro!

L’ultrafavorito Joe Biden rischia di fare la fine infausta dell’Hillary Clinton delle presidenziali 2016, vincendo il voto popolare ma perdendo a novembre 2020 quello dei grandi elettori?

A decidere sarà la roulette del Covid che, con ogni probabilità, terrà lontani dalle urne milioni di elettori americani orientandoli a preferire il voto postale che, tuttavia, presenta un rischio potenziale di brogli. Fattore quest’ultimo che darebbe a Trump un ragionevole motivo (se fondato) per non riconoscere la vittoria dell’avversario, con conseguente, inevitabile contestazione e impugnazione del risultato, obbligando così la macchina elettorale a un riconteggio esasperante dei voti espressi. In tal caso, si dilaterebbe ben più a lungo del previsto l’interim del Presidente uscente, con conseguenze imprevedibili. Il Tallone di Achille di Trump è certamente la gestione della pandemia e, soprattutto, lo sconvolgimento demografico della piramide d’età, in cui le classi degli elettori più giovani(con fasce molto numerose di afroamericani e latinos) prevalgono per la prima volta sui baby-boomers, favorendo obiettivamente il candidato democratico. Anche le clamorose rivelazioni di Bob Woodward su un Trump reticente, a proposito della gravità del contagio Covid, potrebbero ancora una volta giocare a favore dell’attuale Presidente, dato che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica americana non ne ha mai voluto sapere di essere imprigionata in un lockdown generalizzato.

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Tra urgenza ed emergenza. E la movida va…

di Maurizio Guaitoli

Tra Scilla e Cariddi.

In acque tempestose, cioè, dove si confondono poteri d’urgenza con quelli d’emergenza. Questo perché, in buona sostanza, la Costituzione Italiana(la… più bella del mondo, si dice) prevede l’uno ma si tiene ben lontana dal secondo. E questo hiatus ha dato origine a una serie ben nota di deviazioni e… curvature normative improprie, per ovviare alla paralisi di Esecutivi presi in trappola dal bicameralismo perfetto e dai conseguenti tempi estenuanti per l’approvazione sia di riforme istituzionali persino minimali, sia di progetti di legge a iniziativa governativa. Meccanismi, quelli parlamentari, che sono divenuti nel tempo veri e propri dispositivi di blocco per ostacolare e impedire decisioni rapide ed efficienti, impedite dall’estenuante potere di contrattazione e di veto che rappresenta la caratteristica aberrante di un sistema politico-istituzionale arretrato e paralizzato.

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Smart (no) working Semplificazione vs Digitalizzazione

di Maurizio Guaitoli

Parola d’ordine: Sburocratizzazione!

Insomma: dalla stanza dei bottoni alla… battaglia dei bottoni(ricordate l’esilarante film dal titolo omonimo?). In realtà, occorrerebbe urgentemente un antidoto al veleno dell’intossicazione antiburocratica, con cui la Politica si va inutilmente stracciando le vesti da mezzo secolo a questa parte. Perché poi è verissimo che tutti si abbeverano dalla bottiglia opaca della P.A. senza minimamente conoscerne il contenuto che li avvelena. Romanzando un po’ la cosa, la Burocrazia è un soggetto patologico che presenta in pubblico uno smisurato ventre batraciano in cui si nasconde l’apparato riproduttivo che l’ha partorita, ovvero la iperproduzione normativa di Parlamenti e Governi bulimici e di una miriade di soggetti regolatori, che hanno prodotto nel tempo centinaia di migliaia di norme secondarie e pararegolamentari, alle quali la P.A. e il cittadino debbono obbligatoriamente sottostare.

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