Maurizio Guaitoli | Il Commento

Maurizio Guaitoli

Trump 4×4

di Maurizio Guaitoli

Mai dire… Quattro!

L’ultrafavorito Joe Biden rischia di fare la fine infausta dell’Hillary Clinton delle presidenziali 2016, vincendo il voto popolare ma perdendo a novembre 2020 quello dei grandi elettori?

A decidere sarà la roulette del Covid che, con ogni probabilità, terrà lontani dalle urne milioni di elettori americani orientandoli a preferire il voto postale che, tuttavia, presenta un rischio potenziale di brogli. Fattore quest’ultimo che darebbe a Trump un ragionevole motivo (se fondato) per non riconoscere la vittoria dell’avversario, con conseguente, inevitabile contestazione e impugnazione del risultato, obbligando così la macchina elettorale a un riconteggio esasperante dei voti espressi. In tal caso, si dilaterebbe ben più a lungo del previsto l’interim del Presidente uscente, con conseguenze imprevedibili. Il Tallone di Achille di Trump è certamente la gestione della pandemia e, soprattutto, lo sconvolgimento demografico della piramide d’età, in cui le classi degli elettori più giovani(con fasce molto numerose di afroamericani e latinos) prevalgono per la prima volta sui baby-boomers, favorendo obiettivamente il candidato democratico. Anche le clamorose rivelazioni di Bob Woodward su un Trump reticente, a proposito della gravità del contagio Covid, potrebbero ancora una volta giocare a favore dell’attuale Presidente, dato che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica americana non ne ha mai voluto sapere di essere imprigionata in un lockdown generalizzato.

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Tra urgenza ed emergenza. E la movida va…

di Maurizio Guaitoli

Tra Scilla e Cariddi.

In acque tempestose, cioè, dove si confondono poteri d’urgenza con quelli d’emergenza. Questo perché, in buona sostanza, la Costituzione Italiana(la… più bella del mondo, si dice) prevede l’uno ma si tiene ben lontana dal secondo. E questo hiatus ha dato origine a una serie ben nota di deviazioni e… curvature normative improprie, per ovviare alla paralisi di Esecutivi presi in trappola dal bicameralismo perfetto e dai conseguenti tempi estenuanti per l’approvazione sia di riforme istituzionali persino minimali, sia di progetti di legge a iniziativa governativa. Meccanismi, quelli parlamentari, che sono divenuti nel tempo veri e propri dispositivi di blocco per ostacolare e impedire decisioni rapide ed efficienti, impedite dall’estenuante potere di contrattazione e di veto che rappresenta la caratteristica aberrante di un sistema politico-istituzionale arretrato e paralizzato.

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Smart (no) working Semplificazione vs Digitalizzazione

di Maurizio Guaitoli

Parola d’ordine: Sburocratizzazione!

Insomma: dalla stanza dei bottoni alla… battaglia dei bottoni(ricordate l’esilarante film dal titolo omonimo?). In realtà, occorrerebbe urgentemente un antidoto al veleno dell’intossicazione antiburocratica, con cui la Politica si va inutilmente stracciando le vesti da mezzo secolo a questa parte. Perché poi è verissimo che tutti si abbeverano dalla bottiglia opaca della P.A. senza minimamente conoscerne il contenuto che li avvelena. Romanzando un po’ la cosa, la Burocrazia è un soggetto patologico che presenta in pubblico uno smisurato ventre batraciano in cui si nasconde l’apparato riproduttivo che l’ha partorita, ovvero la iperproduzione normativa di Parlamenti e Governi bulimici e di una miriade di soggetti regolatori, che hanno prodotto nel tempo centinaia di migliaia di norme secondarie e pararegolamentari, alle quali la P.A. e il cittadino debbono obbligatoriamente sottostare.

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In Europa, la Rivoluzione è Donna

di Maurizio Guaitoli

Ricordate quel detto lapalissiano?

“È l’economia domestica, stupid!”.

Questo perché le donne nella amministrazione della cosa privata e pubblica sono più oculate e serene dei colleghi uomini, troppo competitivi a scoprire l’alfa che è in loro passando fin troppo tempo a confrontarsi su questioni di… “lunghezza”, tipo quanto è lunga nel loro conto in banca la stringa di zeri dopo l’unità! Angela, Ursula e Christine (bei nomi, tra l’altro!) hanno deciso una rivoluzione silenziosa avanzando un progetto ambizioso su quella che sarà l’Unione Europea di domani.

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Per un decoupling Occidente-Cina

di Maurizio Guaitoli

Non solo di virus si muore!

Dopo mesi di lock-down che hanno causato la più grave recessione (e, forse, depressione) mondiale dopo quella del ‘29, le vittime di oggi e di domani sono e saranno soprattutto gli attori economici, aziende, imprese individuali e familiari, oltre a parecchi milioni di persone con occupazioni precarie e percettori di un reddito volatile che svolgono i cosiddetti lavoretti. Un Paese che si rispetti avrebbe per tutti costoro in mente una strategia, un progetto collettivo che sia l’esatto contrario dell’attuale assistenzialismo contrassegnato da un colossale helicopter-money, con centinaia di miliardi di euro di denaro pubblico preso a debito, per erogare sussidi a pioggia destinati a spegnere il loro effetto contro-recessivo in pochissimo tempo, soprattutto qualora nel prossimo autunno-inverno si riaprisse drammaticamente la partita della pandemia globale.

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La scienza, è neutra?

di Maurizio Guaitoli

Dubai in lockdown.

Versione araba del Grande Fratello.

Tutto è stato messo online a tempo di record, dal giudiziario(in ambedue i riti civile e islamico), alle richieste di matrimonio celebrate in videoconference, alle attività di tutta l’amministrazione pubblica. Per il controllo visivo, poi, è stata realizzata una rete di decine di migliaia di telecamere disseminate ovunque, negli angoli delle strade, nei taxi, etc., e inserite in un sistema sofisticato di riconoscimento facciale alla cinese. Per uscire, i cittadini di Dubai debbono compilare una richiesta telematica che vale per un tempo prescritto, facendo spesa, acquisti di medicinali e visite mediche in base a orari e giorni prefissati come da autorizzazione individuale. Vietato portare a passeggiare il cane! Le infrazioni sono punite con multe che vanno fino a 12.000€ e il sistema di tracciamento con i suoi sofisticati algoritmi toglie le multe alle persone autorizzate. Molti sospettano che l’emergenza Covid rappresenti in realtà un Cavallo di Troia per la piena realizzazione dell’incubo orwelliano di 1984 grazie alle conquiste della cibernetica e del digitale, che consentono il controllo capillare dei comportamenti e degli spostamenti della popolazione dando luogo in Cina al famoso punteggio sociale. Diceva Machiavelli che si entra facilmente in guerra quando si vuole, ma se ne esce difficilmente e quando si può. Ecco, con le App di tracciamento è un po’ la stessa cosa: si mette in moto un meccanismo a fini virtuosi, ma i predatori dell’Arca di Noè sono in costante agguato per rendere una misura emergenziale un nuovo, irremovibile paradigma di controllo della società post-Coronavirus.

Vero? Falso?

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