Maurizio Guaitoli | Il Commento

Maurizio Guaitoli

Un po’ di Kultur, se così vi pare… Il Treno dei Bambini e il Cervello di Maira

di Maurizio Guaitoli

Qual è “L’Arte Sua”?

Il tacere; il raccontare; il mentire…

Ognuno ha nel proprio carattere il suo personalissimo arcolaio con il quale intesse un tracciato esistenziale unico e irripetibile. Linee, curve, spezzate, spazi vuoti, vie e ponti interrotti che non portano da nessuna parte. A volte, queste direzioni si sdoppiano e come altrettante linee dell’universo seguono strade tutte loro, senza nessuna freccia temporale che sia mai rivolta all’indietro. Nel suo bellissimo romanzo-verità basato su una storia vera, intessuto dalle testimonianze di sopravvissuti e dai documenti d’epoca, Viola Ardone racconta Il Treno dei Bambini(Ed. Einaudi 2019, in corso di traduzione in 27 Paesi). con una prosa squisita che presenta deliziose assonanze, per ambientazione e coloritura dei suoi personaggi, con il romanzo Magari domani resto di Lorenzo Marone. Si parla di un episodio esemplare di solidarietà dell’immediato Secondo Dopoguerra, in cui il Pci emiliano in stretto coordinamento con le donne comuniste che avevano combattuto a Napoli a fianco della Resistenza, organizzarono treni della solidarietà trasferendo bambini napoletani dalle zone disagiate e depresse della città, per collocarli presso famiglie emiliane che avevano dato la loro disponibilità ad accoglierli per brevi-lunghi periodi. Il tutto raccontato con gli occhi e le parole bellissime ed essenziali(meticciate tra formidabili espressioni dialettali e l’italiano raffinato della mente che guida la scrittura del testo) di un bambino dei vicoli napoletani più adulto della sua età, perché a otto anni deve andare a lavorare per aiutare sua madre a sopravvivere nel loro basso insalubre di una Napoli della fame e della borsa nere.

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Il cuore bianco della Politica Se governa Don Abbondio

di Maurizio Guaitoli

Il cuore della Politica?

Bianco. Come quello di chi non osa. Di chi si ritrae per mancanza di coraggio, valori e idee innovative rivoluzionarie. Si parla di briciole (pochi miliardi) davanti al baratro di un deficit pubblico che ha già divorato più di una giovane generazione, lasciando decine di milioni di cittadini privi di quelle fondamentali reti di sicurezza(pensioni e lavoro) a fare da conforto quando il bisogno e la fatica dell’età faranno valere il loro doloroso lavoro. Si litiga sempre e solo sulle nuove tasse, sul punire ora l’una ora l’altra categoria astratta o giuridicamente concreta di cittadini, che siano contribuenti o evasori per stretta necessità. La grande menzogna è che chi non paga le tasse taglia ospedali, scuole, servizi pubblici a danno di tutti gli altri.

Davvero?

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Il gioco dell’oca da Di Maio a Renzi. Come il Toscano sconfisse il Campano

di Maurizio Guaitoli

Conoscete il Gioco dell’Oca?

No?

Poco importa. Su di un tabellone è tracciato un percorso a forma di spirale e il giro delle caselle è determinato dal lancio dei dadi, per cui molto spesso si torna alla casella di partenza. L’Oca è, in questo quadro, Grillo(solo che gli animali, assai migliori di noi, lanciano richiami mentre invece i grilli nostrani articolano i… “Vaffa!”) e il dado è Renzi: si lancia da Rignano o dal Senato e, poi, la perfidia e la sorte truccata dettata dal suo Autore determineranno l’outcome, ovvero il risultato di un processo, in questo caso l’inizio e la fine di un percorso politico. Così Di Maio perde e si ferma per un giro, confinato nella comoda casa della Farnesina.

Lunga premessa e metafora per dire cosa?

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L’acquario di Roma Se lo squalo bianco è un pesce rosso

di Maurizio Guaitoli

A proposito dell’ircocervo M5S-Pd.

Stavolta, non stiamo su… scherzi a parte!

Però, come si dice tra amici, bisognerebbe che qualcuno si facesse… “visitare da uno bravo”, esperto in psicoanalisi.

Prendiamo l’abbaglio del sovranismo salviniano.

Onestamente, come si può scambiare un piranha per un pesce rosso?

Ovvero, come ci si poteva illudere di compagni di strada come i nuovi soci dell’Europa dell’Est che ti fanno grandi sorrisi nelle riunioni conviviali tra sodali ma che poi, quando si tratta di fare i conti veri, come suddividersi fraternamente i migranti dei barconi o permettere a un confratello di sforare sul deficit, per prima cosa pensano ai soldi e a mantenersi stretti i fondi europei generosamente erogati da Bruxelles, anche e soprattutto a spese nostre?

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Negrieri a Bruxelles Migrazioni incontrollate e plutocrazia

di Maurizio Guitoli

A chi la “Capitana Nemo”?

Ai cultori mondiali del politicamente corretto, naturalmente.

E non importa se poi l’interessata abbia colpe oppure no.

Il santino della Carola è come quello che viene bruciato nei riti di iniziazione delle sette segrete: non importa di quali delitti ti sia macchiato o ti macchierai purché tu resti fedele al patto segreto che ti lega a noi, cioè al mainstream della globalizzazione delle frontiere aperte. Greta e Carola sono due epifenomeni che hanno le stesse identiche radici nell’utopia di chi crede che le questioni identitarie siano ormai un fatto superato, obsoleto e vituperabile. Sarà anche per questo che Francis Fukuyama(quello della Fine della Storia che, però, è infinita..) dedica il suo ultimo saggio, Identità, proprio a questo aspetto cruciale, in cui le questioni della diversità etnica, culturale, linguistica e sociale sono del tutto ineliminabili nell’Io autentico(singolo, di gruppo, di nazione) che si protegge, richiamandosi ai valori del nazionalismo, del sovranismo e del populismo, dalla utopia dell’ibridazione delle razze e del diritto del migrante economico di andare dove gli pare e piace.

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Il Capitale, è di sinistra?

di Maurizio Guaitoli

Il Capitale del XXI sec.?

A Noi! Perché, poi, così è andata negli ultimi venti anni di questa sinistra globale che ha scelto i salotti buoni del politicamente corretto, convincendo i nuovi super-ricchi a sposarne la causa in cambio della sua rinuncia alla lotta di classe. Nel post-Guerra Fredda si è insediato da tempo un inedito confronto in cui non si fanno prigionieri tra due orizzonti massonici ideali, tutti interni al liberismo economico. Il primo è rappresentato dal fronte keynesiano-rooselveltiano dell’intervento pubblico in macroeconomia(deficit spending e forti investimenti pubblici nelle infrastrutture per la creazione di posti di lavoro e nuova occupazione), sgradito alla sinistra attuale dei bilanci in ordine, ma responsabile in passato della spesa “allegra”! Il secondo, dagli animal spirits del cannibalismo finanziario senza freni sul modello The Wolf of Wall Street fautori del nazipacifismo global di sinistra. Da qui, come reazione nasce il sovranismo attuale con la sua controspinta internazionale(di cui il magnate Trump è l’alfiere mondiale) in favore del deficit spending, del rafforzamento della sovranità monetaria nazionale e del controllo della immigrazione di massa, che vede ovviamente contrari speculatori finanziari e sinistra mainstream.

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