Maurizio Guaitoli | Il Commento

Maurizio Guaitoli

Italia senza orgoglio

di Maurizio Guaitoli

L’Europa Unita?

Da ancrage o ancoraggio, a échouage o naufragio sulle irte scogliere della perniciosa euroburocrazia bruxelloise e della vergine di ferro monetaria di Francoforte?

Due date; due ere.

La prima, quella della finta Fine della Storia, del 26 dicembre 1991, quando il Soviet Supremo dell’Unione Sovietica proclamò la dissoluzione della stessa Urss. Soltanto due mesi dopo, il 7 febbraio 1992, i membri della Comunità economica europea si riunirono a Maastricht, in Olanda, per approvare il Trattato omonimo con il quale venivano creati l’Unione Europea, un mercato e una moneta comuni. Ma, da allora, quell’Europa federale sognata nel Manifesto di Ventotene dai suoi padri fondatori si è arenata e involuta.

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Finis Sinae

di Maurizio Guaitoli

Finis Sinae? Dove finisce la Cina?

L’Italia è ormai un Paese di grida che ha perduto i sussurri. E, quindi, si trova da tempo nel caos più totale per l’inciviltà stessa dei suoi cittadini e dei politici che li rappresentano. Tutti odiano tutti. Non esistono più i margini, cioè, per il fair play sulle intese trasversali strategiche che impegnino nel medio-lungo periodo l’establishment(che sia politico, sindacale, amministrativo) italiano per la realizzazione di grandi progetti, come quelli sulle infrastrutture territoriali, che colleghino da qui al 2050 lo spazio fisico nazionale al suo interno e al resto del mondo.

Tranne i soliti esperti e i loro circoletti chiusi, c’è qualcuno tra le decine di migliaia di addetti alla comunicazione e ai media(già congestionati da miliardi di segmenti di commenti autoprodotti e auto-disinformanti e, quindi, di consistenza analitica nulla, messi quotidianamente in circolo dalla Rete dei social) ad avere una nozione approfondita sulla Bri (“Belt and Road Initiative”) di Xí Jìnpíng?

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Maduro tiene duro

di Maurizio Guaitoli

Ma quanto è bravo Maduro!

Pochi sarebbero riusciti a ridurre in miseria in così breve tempo un Paese ricchissimo come il Venezuela. Le analisi e i dati che seguono si trovano pubblicati negli ultimi numeri di The Economist. Da quando Maduro è al potere, il Pil del suo Paese è crollato del 60% e l’inflazione interna è al record mondiale: 1,7milioni%. Per intenderci: chi un anno fa aveva 1,7milioni di bolivar di risparmi depositati in banca oggi non ha più nulla! Esplicitando meglio il tutto (così la tragedia del cambio è molto più chiara): chi un anno fa possedeva risparmi in banca per acquistare un controvalore di 30.000$, ora riesce a mala pena con quella stessa cifra a scambiarli con mezzo dollaro! Poiché dove s’installano dittature becere e folli i cittadini, finché possibile, votano con i piedi chiedendo rifugio all’estero, su 32milioni di venezuelani ne sono espatriati ben tremilioni nel corso di questi ultimi anni, finiti a bussare alle porte degli Stati confinanti, del Messico e degli Usa. Si capisce, quindi, come almeno l’80% dei suoi compatrioti intenda sbarazzarsi al più presto del “Querido” Presidente. Se il Che fosse ancora tra di noi lo avrebbe sicuramente preso a calci nel fondoschiena. Per dire: Europa e America sono inondati da fiumi di droga instradati dai narcotrafficanti che operano a partire dal Venezuela.

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La scommessa sui boat people

di Maurizio Guaitoli

Chi scommette sui boat people?

Chi ci guadagna grandi fortune, come criminali, miliziani e trafficanti di ogni genere: dei Re Mida a rovescio che convertono donne e uomini nati liberi in naufraghi e disperati.

Gli altri profittatori sono gli Stati da cui fuggono, che prima li lasciano liberi di andare (ricattando politicamente i Paesi di accoglienza) e poi ne sfruttano le rimesse.

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Democracy 3.0

di Maurizio Guaitoli

Gli intellettuali italiani?

Zombie che si credono padreterni. Sento molti di loro parlare in giro di democrazia diretta, tra chi la difende e chi ne ha orrore. Bene. Nel 1989(millenovecentoottantanove), da giovane e oscuro funzionario, feci arrivare a Oscar Luigi Scalfaro, allora semplice deputato, un mio progetto di democrazia diretta futuribile, ricevendo una risposta molto garbata e costruttiva da parte sua, che conservo autografa tra le mie carte. Aggiorno un po’ il ragionamento di allora, in anteprima rispetto al mio attuale volume in gestazione, di Democracy 3.0: buona cioè per il… Terzo Millennio!

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Global Impact

di Maurizio Guaitoli

Global Compact(for Migration), o Global Impact?

Leggendo con grande attenzione il testo ufficiale in inglese, che descrive i ventitré cardini del suddetto Global Compact for Migration(Gcm), si rinviene nella sua formulazione il canone rigoroso del politicamente corretto mainstream.

Pazienza se fossero solo parole, come sostengono i loro estensori e firmatari, visto che l’Accordo non è vincolante per gli Stati, essendo esclusivamente una affermazione di principî.

Il che, a mio avviso, è palesemente una mezza verità che ci riserverà moltissime sorprese spiacevoli per il futuro. Tra ricorsi, pronunce delle magistrature interne e internazionali, sarà sempre più difficile, se non impossibile, difendere i confini nazionali dalle migrazioni economiche di massa.

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