Maurizio Guaitoli | Il Commento

Maurizio Guaitoli

Per un decoupling Occidente-Cina

di Maurizio Guaitoli

Non solo di virus si muore!

Dopo mesi di lock-down che hanno causato la più grave recessione (e, forse, depressione) mondiale dopo quella del ‘29, le vittime di oggi e di domani sono e saranno soprattutto gli attori economici, aziende, imprese individuali e familiari, oltre a parecchi milioni di persone con occupazioni precarie e percettori di un reddito volatile che svolgono i cosiddetti lavoretti. Un Paese che si rispetti avrebbe per tutti costoro in mente una strategia, un progetto collettivo che sia l’esatto contrario dell’attuale assistenzialismo contrassegnato da un colossale helicopter-money, con centinaia di miliardi di euro di denaro pubblico preso a debito, per erogare sussidi a pioggia destinati a spegnere il loro effetto contro-recessivo in pochissimo tempo, soprattutto qualora nel prossimo autunno-inverno si riaprisse drammaticamente la partita della pandemia globale.

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La scienza, è neutra?

di Maurizio Guaitoli

Dubai in lockdown.

Versione araba del Grande Fratello.

Tutto è stato messo online a tempo di record, dal giudiziario(in ambedue i riti civile e islamico), alle richieste di matrimonio celebrate in videoconference, alle attività di tutta l’amministrazione pubblica. Per il controllo visivo, poi, è stata realizzata una rete di decine di migliaia di telecamere disseminate ovunque, negli angoli delle strade, nei taxi, etc., e inserite in un sistema sofisticato di riconoscimento facciale alla cinese. Per uscire, i cittadini di Dubai debbono compilare una richiesta telematica che vale per un tempo prescritto, facendo spesa, acquisti di medicinali e visite mediche in base a orari e giorni prefissati come da autorizzazione individuale. Vietato portare a passeggiare il cane! Le infrazioni sono punite con multe che vanno fino a 12.000€ e il sistema di tracciamento con i suoi sofisticati algoritmi toglie le multe alle persone autorizzate. Molti sospettano che l’emergenza Covid rappresenti in realtà un Cavallo di Troia per la piena realizzazione dell’incubo orwelliano di 1984 grazie alle conquiste della cibernetica e del digitale, che consentono il controllo capillare dei comportamenti e degli spostamenti della popolazione dando luogo in Cina al famoso punteggio sociale. Diceva Machiavelli che si entra facilmente in guerra quando si vuole, ma se ne esce difficilmente e quando si può. Ecco, con le App di tracciamento è un po’ la stessa cosa: si mette in moto un meccanismo a fini virtuosi, ma i predatori dell’Arca di Noè sono in costante agguato per rendere una misura emergenziale un nuovo, irremovibile paradigma di controllo della società post-Coronavirus.

Vero? Falso?

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Virus e burocrazia. Dalla zoonosi alla libertà

di Maurizio Guaitoli

Lallocrazia: neologismo utile per designare politici e pseudo-esperti tuttologi che balbettano un linguaggio scientifico a loro del tutto estraneo.

Allora, meglio ricorrere all’abecedario, iniziando alla… rovescia, con la parola Zoonosi, disciplina che studia le malattie trasmesse all’uomo dagli animali selvatici, tipo pipistrello delle foreste, come l’attuale Coronavirus pandemico, ultimo nato che trova praterie sconfinate di contagio perché oggi l’Umanità non ha anticorpi e, quindi, nessuna pregressa copertura di gregge. Ma quello che sta strabiliando il resto del mondo è l’assistenza sanitaria pubblica del sistema-Italia. Ce ne eravamo dimenticati. Cioè, avevamo accettato tagli dolorosi al nostro welfare(più di 40miliardi di euro in dieci anni!) per il rispetto dei vincoli di bilancio imposti dai Trattati europei e, malgrado tutto, per ora siamo riusciti a curare i malati e a far fronte alle urgenze di rianimazione causate dal Coronavirus! Gli Italiani, tanto bistrattati dall’aneddotica internazionale, hanno resistito sulla linea del Piave con la loro zona rossa nazionale dando il tempo di schierarsi a tutte le altre armate sanitarie dei Paesi alleati, nell’irriconoscenza di questi ultimi! In questo lungo periodo di auto-quarantena dobbiamo fare anche noi un nostro personalissimo mea culpa come Nazione, ammettendo come il nostro Sistema Sanitario Nazionale(SSN) sia stato finanziariamente dissestato da una regionalizzazione che ha prodotto la mostruosa moltiplicazione dei centri di spesa, qualche migliaio, che hanno distrutto immense risorse pubbliche in corruzione, duplicazioni, assunzioni clientelari, nomine politiche a-meritocratiche di medici, primari, direttori amministrativi e sanitari, direttori generali e quant’altro.

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Coronavirus e de-globalizzazione Al crocevia tra la Croce e la Mezzaluna

di Maurizio Guaitoli

Chi comanda oggi nel mondo?

Il… Coronavirus, senza dubbio alcuno!

Anche se taluni si atteggiano a uomini forti soli al comando. Cito i principali: Xi, Trump, Putin, Khamenei, Erdogan. Cina e Iran sono dalla stessa parte, per quanto riguarda la disinformazione sul Covid-19(Coronavirus Disease 2019): il primo si è preso più di un mese per mettere in quarantena sessantamilioni di persone, mentre il secondo a tutt’oggi non ne vuole sapere di fare la stessa cosa per Qom, la città santa dello sciismo, da cui è partito il contagio. Un po’ perché Teheran non ha i mezzi per affrontare ricoveri in urgenza di migliaia di persone, un po’ perché per entrambi la sola ammissione del flagello sarebbe da considerare un castigo divino(la remissione del… mandato del cielo, in particolare, per il nuovo imperatore comunista Xi), tale da delegittimare agli occhi del popolo la loro figura di leader supremi. Nel caso dell’Iran, però, le cose sono rese più complicate dall’atteggiamento dei credenti sciiti ortodossi(cfr. Financial Times del 4 marzo) per cui, da un lato, andare lo stesso a Qom è un modo per manifestare la propria fede nell’Islam e, dall’altro, dal punto di vista più concreto dei ceti popolari, pochissimi iraniani dei molti che vivono in condizioni di semipovertà potrebbero mai permettersi un’auto quarantena di almeno quattordici giorni! Volendo riassumere la questione, facendo un po’ di sana ironia disintossicante, si potrebbero porre le seguenti dieci domande al Coronavirus in una intervista per assurdo.

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Un po’ di Kultur, se così vi pare… Il Treno dei Bambini e il Cervello di Maira

di Maurizio Guaitoli

Qual è “L’Arte Sua”?

Il tacere; il raccontare; il mentire…

Ognuno ha nel proprio carattere il suo personalissimo arcolaio con il quale intesse un tracciato esistenziale unico e irripetibile. Linee, curve, spezzate, spazi vuoti, vie e ponti interrotti che non portano da nessuna parte. A volte, queste direzioni si sdoppiano e come altrettante linee dell’universo seguono strade tutte loro, senza nessuna freccia temporale che sia mai rivolta all’indietro. Nel suo bellissimo romanzo-verità basato su una storia vera, intessuto dalle testimonianze di sopravvissuti e dai documenti d’epoca, Viola Ardone racconta Il Treno dei Bambini(Ed. Einaudi 2019, in corso di traduzione in 27 Paesi). con una prosa squisita che presenta deliziose assonanze, per ambientazione e coloritura dei suoi personaggi, con il romanzo Magari domani resto di Lorenzo Marone. Si parla di un episodio esemplare di solidarietà dell’immediato Secondo Dopoguerra, in cui il Pci emiliano in stretto coordinamento con le donne comuniste che avevano combattuto a Napoli a fianco della Resistenza, organizzarono treni della solidarietà trasferendo bambini napoletani dalle zone disagiate e depresse della città, per collocarli presso famiglie emiliane che avevano dato la loro disponibilità ad accoglierli per brevi-lunghi periodi. Il tutto raccontato con gli occhi e le parole bellissime ed essenziali(meticciate tra formidabili espressioni dialettali e l’italiano raffinato della mente che guida la scrittura del testo) di un bambino dei vicoli napoletani più adulto della sua età, perché a otto anni deve andare a lavorare per aiutare sua madre a sopravvivere nel loro basso insalubre di una Napoli della fame e della borsa nere.

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Il cuore bianco della Politica Se governa Don Abbondio

di Maurizio Guaitoli

Il cuore della Politica?

Bianco. Come quello di chi non osa. Di chi si ritrae per mancanza di coraggio, valori e idee innovative rivoluzionarie. Si parla di briciole (pochi miliardi) davanti al baratro di un deficit pubblico che ha già divorato più di una giovane generazione, lasciando decine di milioni di cittadini privi di quelle fondamentali reti di sicurezza(pensioni e lavoro) a fare da conforto quando il bisogno e la fatica dell’età faranno valere il loro doloroso lavoro. Si litiga sempre e solo sulle nuove tasse, sul punire ora l’una ora l’altra categoria astratta o giuridicamente concreta di cittadini, che siano contribuenti o evasori per stretta necessità. La grande menzogna è che chi non paga le tasse taglia ospedali, scuole, servizi pubblici a danno di tutti gli altri.

Davvero?

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